Gli Eventi

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“Cicciano – Palio dei Quartieri”

28-29 Maggio 2022

Ogni anno a Gennaio, la città di Nola ed i casali di Cimitile, Saviano e San Paolo Bel Sito consegnavano i doni al Commendatore di Castel Cicciano. Per rievocare tale consuetudine risalente al secolo XVI la Pro Loco organizza il Palio dei Quartieri “Castrj Ciccianj”. Rievocazione storica della Commenda dei Cavalieri di Malta di Castel Cicciano nel 1500. Molto suggestiva la ricostruzione, nel centro storico circostante l’antica Casa-Fortezza, dei luoghi dell’antica Commenda del Castello di Cicciano del XVI secolo. Gli antichi quartieri si contendono il Palio attraverso una serie di gare che vanno dalla realizzazione della Festa di Quartiere, per la valorizzazione di usanze, tradizioni e prodotti tipici locali, all’allestimento dell’Addobbo delle strade, per non parlare della realizzazione delle Porte di accesso al quartiere, vere e proprie opere di artigianato locale. Non mancano competizioni di tipo sportivo come il tiro con l’arco ed il tiro alla fune, ovviamente sempre in abito storico. Al termine delle singole contese si assegna il Palio al Quartiere che avrà totalizzato il punteggio globale più alto, con una cerimonia nella piazza situata dinanzi alla Casa Fortezza, antica sede dei Commendatori dei Cavalieri di Malta che amministravano il paese nei secoli scorsi.

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“Roccarainola – La Damigella del Re”

4-5 Giugno 2022

L’iniziativa prende spunto da un romanzo storico – leggendario di un anonimo napoletano dei primi decenni dell’800, ambientato nel Castello di Roccarainola nel corso degli ultimi anni della dinastia aragonese nel Regno di Napoli, più o meno tra il 1442 e il 1503: “Il Romito di S. Donato”. Compiendo un autentico viaggio nel tempo, riportando l’orologio indietro di 600 anni, Roccarainola rivive ogni anno un suggestivo momento del suo passato medievale, allorquando giunse in visita al castello medievale, ospite della famiglia D’Alagno, il re Alfonso D’Aragona. La festa medievale consiste nella rievocazione storica di una parte del passato di Roccarainola, con particolare riferimento all’incontro tra il Re Alfonso II d’Aragona con Lucrezia D’Alagno, figlia del feudatario di Roccarainola, di cui il Re si innamora durante una sua visita presso il feudo di Roccarainola e tra i due nasce una storia d’amore.  Durante l’evento il centro di Roccarainola vive un vero e proprio tuffo nel passato, con allestimenti storici, vestiti medievali, pietanze medievali, etc. L’evento prevede un corteo storico che termina con la rappresentazione teatrale che racconterà un momento della storia d’amore tra re Alfonso e Lucrezia. L’evento vede di solito, oltre alle visite guidate ai siti di interesse storico ivi presenti, anche un susseguirsi di spettacoli e rievocazioni a cura di gruppi specializzati in rievocazione storica. Tutto immerso in una scenografia medievale curata nei minimi particolari. Le locande per degustare piatti tipici locali saranno aperte a pranzo e a cena, e le serate saranno allietate da diversi gruppi musicali a tema. Non mancherà il lato espositivo con stands di prodotti artigianali e gastronomici del nostro territorio e di numerose aziende provenienti da tutta la regione Campania.

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“Tufino – Giochi di Quartiere”

10 Luglio 2022

Rievocazione degli antichi giochi tradizionali tipici della cultura popolare e contadina (tiro alla fune, corsa nei sacchi, ecc…) che vedono sfidarsi, in un’avvincente competizione, i quartieri della cittadina. La rievocazione riprende, in forma ludica, le antiche giostre che avvenivano in epoca medievale e rinascimentale, tra le diverse aree del comune di Tufino, occasione sana per sfogare rivalità latenti e appianare conflitti.

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“Brusciano – Festa dei Gigli”

29 Agosto 2022

La vita dell’antico borgo è allietata durante l’anno da una particolare manifestazione che richiama nel comune un gran numero di visitatori: la Festa dei Gigli. Tale festa rappresenta la rievocazione storica della forma cristianizzata di antichi riti pagani, la cui origine risale al culto degli alberi. Le foreste primordiali, infatti, che coprivano l’Europa incutevano un sacro timore nei popoli antichi, per la cui cultura, il mondo, compresi alberi e piante, era percepito come divino e richiedeva una speciale integrazione con esso. Fra le tribù di razza finnica i culti pagani si celebravano essenzialmente nei boschetti sacri, che erano sempre recintati e, spesso, consistevano in una radura, o spiazzata, con pochi alberi sui quali, in tempi andati, veniva appesa la pelle delle vittime sacrificali. Il punto focale del boschetto, almeno per le tribù del Volga, era l’albero sacro: davanti ad esso si radunavano i fedeli e il sacerdote innalzava le sue preghiere; ai suoi piedi veniva immolata la vittima e, talvolta, i suoi rami servivano da pulpito. Nel boschetto era fatto divieto di segare il legno o spezzare un ramo e, in genere, le donne non venivano ammesse. Del resto anche nell’antica Roma nel foro, fulcro della vita romana, il fico ruminale, sacro a Romolo, fu venerato fino all’epoca imperiale; e quando il suo tronco inaridì, la città tutta ne rimase costernata”. Di questo passato, molto lontano, troviamo dei residui in Lucania, dove, col Maggio di Accettatura si celebra il rito del matrimonio fra due alberi, benedetto dalla religione ufficiale e San Giuliano. Le origini della Festa dei Gigli, dunque, risalgono al V secolo d. C., quando dopo la morte di San Paolino, Vescovo di Nola, avvenuta il 22 giugno del 431, per ricordare la liberazione dalla schiavitù patita in Africa ad opera dei Goti nel 410 d.C., i nolani pensarono di istituzionalizzare l’evento attraverso questa festività. Nei secoli si è passato dagli omaggi floreali alla macchina da festa come la vediamo oggi. In tempi più recenti e, precisamente, dal 1875 anche Brusciano crea la sua Festa dei Gigli, per ricordare il “Miracolo di Sant’Antonio” avvenuto il 13 giugno di quell’anno. È possibile vedere la sfilata dei Gigli l’ultima domenica di agosto di ogni anno. Il forte agonismo che si sprigiona fra le paranze che portano a spalle i gigli lungo il percorso cittadino, è ammesso giusto nel tempo extra-ordinario della festa, durante la quale si svolgono anche riti di iniziazione e di ricambio generazionale.

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“Comiziano – ‘O Presepe e Pullecenella”

27-28 Dicembre 2022

L’evento ”O’ Presepe e Pullecenella” nasce dalla felice intuizione di alcuni giovani volontari della Pro Loco Gallo, frazione del Comune di Comiziano, in provincia di Napoli, coadiuvati dall’Amministrazioen Comunale, di voler riproporre in modo strutturato e valorizzare l’antica tradizione presepiale partenopea. Una tradizione che, nel corso dei secoli, dall’XI° fino ad oggi, è diventata una vera e propria Arte. Tale arte è evoluta in due particolari direzioni: la prima è quella che si concretizza nella certosina realizzazione di pastori e ambientazioni ad opera di scultori artigiani professionisti, maestri nel creare veri capolavori apprezzati in tutto il mondo; la seconda è quell ha dato vita al cosiddetto “Presepe Vivente”, tradizione che affonda le sue radici nella memoria francescana, con il primi Presepe Vivente realizzato a Greccio, ma che ben presto si è diffusa in tutto il mondo Cristiano, trovando a Napoli, dove si unisce alle atmosfere tipiche della “sceneggiata”, terreno fertile dove attecchire. Proprio a questa seconda tradizione si riferisce l’evento “O’ Presepe e Pullecenella” che si concretizza nella realizzazione non di un presepe muto, statico e compassato, bensì di un presepe animato, dinamico ed avvincente, ambientato nell’Ottocento con tutti i colori, i suoni, le voci, gli attrezzi, i personaggi dell’epoca e della tradizione napoletana. Tale presepe prende vita attraverso un allestimento che coinvolge i portoni e cortili della frazione Gallo e un adattamento teatrale che attinge sia da testi sacri che profani della tradizione napoletana, da cui sono estratti poesie, filastrocche, canti e balli, mirabilmente arrangiate, modificate e adattate nonché magistralmente interpretate dai tanti e tanti “attori”, grandi e piccoli, che, negli anni, hanno partecipato a questa manifestazione, che vede, dunque, la fattiva collaborazione di attori e comparse locali amatoriali e non. Un’autentica gemma di rappresentazione della natività vivente, dunque, che, sulla scia delle belle performance realizzate nelle precedenti edizioni, viene riproposta nello scenario che corre lungo Via Raffaele Napolitano, per rivivere nelle spaziose corti e nei cortili di palazzi che conservano gli impianti originari di costruzione, per lo più otto-novecentesca, con alti e bei portali in travertino e pietra vulcanica. La rappresentazione prende vita attraverso otto scenografie realizzate per raccontare i vari avvenimenti della Natività, interpretati da figuranti in sgargianti costumi popolani d’epoca e presso le quali vengono introdotti i visitatori a gruppi di 20 o 30 persone

Il progetto ha la finalità, dunque, di potenziare l’offerta turistica dei territori coinvolti attraverso la creazione di un itinerario turistico-cultuale basato sullo specifico tema della rievocazione storica.

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